Istituto di Medicina dello Sport di Firenze - British Medical Journal
Istituto di Medicina dello Sport di Firenze

Un bel successo dell’Istituto di Medicina dello Sport di Firenze

La buona notizia è arrivata poco prima delle ferie estive ed ha galvanizzato i protagonisti. Il BRITISH MEDICAL JOURNAL, una delle più prestigiose riviste scientifiche al mondo, ha ritenuto meritevole di pubblicazione uno studio effettuato dall’Istituto di Medicina dello Sport di Firenze in collaborazione con l’Università di Firenze. Il lavoro scientifico ha destato notevole interesse essenzialmente per due elementi: la grande mole di dati esaminati (frutto della informatizzazione che l’Istituto di Firenze ha perseguito con tenacia e lungimiranza sin dal 1994, primo in Italia per la medicina dello sport e che rappresenta un elemento di ulteriore validazione delle conclusioni), e le conclusioni che hanno dimostrato la validità della visita di idoneità medico sportiva, in particolare dell’elettrocardiogramma da sforzo, nell’individuazione di condizioni di rischio cardiovascolari in soggetti che praticano attività sportiva agonistica.

 

Lo studio ha avvalorato la tesi di chi sostiene che la visita medico sportiva rappresenta un utile strumento di prevenzione (se effettuata correttamente) che dovrebbe essere allargato a tutti i praticanti attività fisico sportive anche a livello ludico. L’Italia gode dell’indubbio vantaggio di una legislazione che da ormai quasi 30 anni tutela adeguatamente gli sportivi con la visita medico sportiva obbligatoria. Inoltre l’esperienza italiana è da qualche anno oggetto di studio a livello europeo per valutare una possibile applicazione della legge vigente nel nostro Paese in sede comunitaria. Da ciò l’interesse destato non solo nel mondo scientifico anglosassone, ma anche nei media (GUARDIAN, DAILY TELEGRAPH, REUTERS, BLOOMBERG TV…) che hanno divulgato i contenuti dello studio intervistando anche gli autori.

 

L’Istituto di Medicina dello Sport di Firenze con questo risultato rinverdisce nella sua nuova sede di Marignolle i fasti ormai lontani del periodo più prolifico del “Centro delle Cascine”, a cavallo tra gli anni ’70 e ’80 che si caratterizzarono per una significativa presenza nel contesto istituzionale e una altrettanto importante (per l’epoca) attività scientifica. L’Istituto di Firenze ha così coronato l’azione intrapresa negli ultimi anni di riorganizzazione interna con la creazione di un settore di ricerca e di didattica e la sistematizzazione delle attività con la completa informatizzazione: ciò ha consentito di utilizzare al meglio la banca dati dell’Istituto, unica nel suo genere per quantità e qualità di dati (sono oltre 100.000 le prestazioni erogate a sportivi dal 2001 con il software appositamente progettato a pieno regime).

 

L’Università di Firenze, stipulando la convenzione per l’attività di ricerca e didattica con l’Istituto nel 2007, ne ha riconosciuto il ruolo centrale nella medicina dello sport fiorentina e apportando la sua autorevolezza istituzionale e l’indubbia competenza dei suoi ricercatori ha dato la spinta decisiva ed indispensabile ad un progetto che con le sue sole forze l’Istituto non avrebbe mai potuto concretizzare compiutamente. Ed è proprio sul valore di questa sinergia, concreta ma oserei dire anche simbolica che vorrei soffermarmi. In una realtà certamente piccola ma non irrilevante nel panorama della sanità toscana, quella della medicina dello sport fiorentina risulta alquanto frammentata con numerosi attori pubblici e privati che difficilmente trovano punti di contatto e convergenza. Crediamo, con questo importante studio, di aver lanciato il messaggio che collaborare non è solo possibile ma anche auspicabile per una crescita professionale complessiva e lo sviluppo della medicina dello sport. E quindi non doverosi, ma sentiti i ringraziamenti sono rivolti al Prof. Gensini che ha creduto alle potenzialità dell’Istituto, alla Prof.ssa Abbate con i suoi collaboratori, in particolare il dott. Sofi, con la quale si è intrapresa una proficua collaborazione non solo per questo studio ma anche per altri filoni di ricerca che si stanno sviluppando, al Dott. Capalbo instancabile, quanto efficace nel suo delicato e importante compito di raccordo con l’Università e che (a conferma del suo valore) è stato chiamato da pochi mesi a far parte dello staff medico della prima squadra della A.C.F. FIORENTINA, al Dott. Alessandri, Vice Direttore dell’Istituto che ha condiviso con il sottoscritto idee e progetti, e ai medici sportivi dell’Istituto che con la loro riconosciuta professionalità hanno contribuito in modo determinante a questo successo: tra questi in particolare la Dott.ssa Paola Zilli e i Dott. Riccardo Mazzoni e Dott. Christian Maaz, che più hanno creduto nel progetto del nuovo Istituto condividendone anche le inevitabili difficoltà.

 

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